VERIFICA DELLA RAGIONEVOLE PERSEGUIBILITÀ DEL RISANAMENTO

di Studio
12 Apr 2023
Risanamento debiti

L’articolo 2 del Decreto Legge n. 118 del 2021, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 202 il 24 agosto 2021 e in vigore dal 25 agosto 2021, ha introdotto la possibilità di utilizzare una nuova procedura di conciliazione per affrontare le crisi finanziarie delle imprese, rivolta sia agli imprenditori commerciali che agricoli.

Per poter adottare questa nuova procedura, alcune condizioni devono essere soddisfatte:

  1. a) L’imprenditore deve trovarsi in uno stato di squilibrio finanziario che renda probabile una crisi o insolvenza.
  2. b) Deve essere ragionevolmente possibile il recupero dell’impresa.

A tal fine, l’articolo 3 del Decreto Legge n. 118/2021 prevede l’istituzione di una piattaforma telematica nazionale che deve mettere a disposizione dell’imprenditore, secondo il paragrafo 2, un test pratico per valutare la fattibilità del recupero.

Il comma 2 dell’articolo 3 del Decreto Legge 118/2021 delega un decreto dirigenziale futuro del Ministero della Giustizia ad individuare le modalità di esecuzione di questo test pratico. Tale decreto dirigenziale è stato pubblicato il 28 settembre 2021 e contiene un allegato che definisce il contenuto del test pratico per valutare la fattibilità del recupero.

Il test è stato progettato per consentire all’imprenditore e ai suoi consulenti di valutare preliminarmente se il recupero dell’impresa sia fattibile e se richieda cambiamenti significativi rispetto alla gestione attuale. Questa valutazione si basa sulla relazione tra l’importo del debito da ristrutturare (A) e l’ammontare dei flussi finanziari previsti dalla futura gestione e che possono essere utilizzati nel piano di ristrutturazione (B).

La stima dei flussi finanziari futuri deriva da dati storici, considerando le performance finanziarie degli ultimi anni, escludendo eventi straordinari e difficilmente ripetibili.

Nel test definito nel decreto dirigenziale, il debito da ristrutturare (A) comprende:

  • Debito scaduto con l’aggiunta di debito riscadenziato o sottoposto a moratorie.
  • Utilizzo di linee di credito bancarie che non saranno rinnovate.
  • Rate dei mutui e finanziamenti che scadono nei prossimi due anni.
  • Investimenti relativi a eventuali iniziative industriali che si intendono adottare.
  • Ridotto di:
  • Entrate derivanti dalla vendita di beni (immobili, partecipazioni, impianti e attrezzature) o rami d’azienda compatibili con le esigenze industriali.
  • Nuovi investimenti e finanziamenti, compresi quelli posticipati.
  • Stima di eventuali perdite operative nette nel primo anno, inclusi componenti non ricorrenti.

Inoltre, se si ritiene possibile ottenere uno sconto sul debito, tale sconto può essere applicato al fine del test.

Per quanto riguarda l’altra componente del rapporto, ovvero i flussi annuali disponibili per il servizio del debito che la gestione è in grado di generare in modo sostenibile (B), questa sarà calcolata sulla base delle stime del Margine Operativo Lordo annuo normalizzato a regime, al netto di:

  • Investimenti annuali di manutenzione a regime.
  • Imposte sul reddito da pagare ogni anno.

Per procedere con il test, è necessario che l’impresa sia in grado di generare flussi annuali (B) superiori a zero a partire dal secondo anno, garantendo un equilibrio finanziario sostenibile.

Se i flussi previsti (B) sono superiori a zero, la difficoltà della ristrutturazione sarà valutata in base al rapporto tra (A) e (B). Il decreto dirigenziale fornisce una guida ai possibili risultati di questo rapporto:

  • Se il rapporto tra (A) e (B) è inferiore a 1, le difficoltà di ristrutturazione sono limitate (in generale, le difficoltà aumentano all’aumentare del rapporto, ma rimangono contenute fino a un certo livello intorno a 2).
  • Se il rapporto supera un certo livello, indicativamente 3, il successo della ristrutturazione dipenderà dall’efficacia delle iniziative industriali pianificate.
  • Superato un certo livello, indicativamente 5-6, la presenza di un margine operativo lordo positivo da sola non sarà sufficiente per garantire il successo della ristrutturazione; sarà necessario valutare la vendita dell’azienda.

Se invece l’impresa non è in grado di garantire equilibrio finanziario sostenibile a regime a causa di flussi prospettici previsti inferiori a zero, sarà necessario adottare cambiamenti significativi rispetto alla gestione attuale dell’impresa.

In sostanza, questo test fornisce agli imprenditori uno strumento per valutare la sostenibilità del debito accumulato attraverso i flussi finanziari futuri e la possibilità di ristabilire l’equilibrio finanziario. Successivamente, un esperto designato, come previsto dall’articolo 5, comma 5, del Decreto Legge 118/2021, valuterà se esiste una prospettiva concreta di ristrutturazione. Per questa valutazione, l’esperto convocherà l’imprenditore e potrà consultare anche il test preliminare eseguito dall’imprenditore, insieme a tutti gli altri documenti richiesti.

 

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