Imprenditori in sovraindebitamento: come ottenere il rientro

di Studio
12 Apr 2023

Il 2021 ha visto un aumento rispetto all’anno precedente delle istanze per l’avvio della procedura di gestione della crisi depositate da imprese, ex imprenditori e cittadini, tutti eccessivamente indebitati. Per fare un esempio, le richieste relative alla Camera Arbitrale di Milano, provenienti soprattutto da Milano, Monza, Pavia, Busto Arsizio e Como, sono cresciute del 64%.

Sovraindebitamento: come prevenire le crisi del credito

Sono dati che arrivano dal Servizio OCC (l’Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione del patrimonio), che sottolineano come su 192 domande, 21 siano richieste di esdebitazione di debitori totalmente incapienti. Ricordiamo infatti che da fine 2020 la legge sull’esdebitazione è stata estesa anche al debitore incapiente.

Chi sono i sovraindebitati

I dati evidenziano una condizione di perdurante difficoltà economica di famiglie e imprese. Iniziata già prima del Covid, la situazione di difficoltà persiste. Continuando a prendere ad esempio il caso della Lombardia, nello specifico sono soprattutto i casi di difficoltà evidente e di totale incapienza, vale a dire di chi non ha alcuna utilità da offrire ai creditori: tra i debitori totalmente incapienti, tra l’altro, oltre il 60% è composto da consumatori mentre il resto sono ex imprenditori.

Imprese e famiglie indebitate: i nuovi strumenti di aiuto

I soggetti che possono fruire dei benefici della legge sul sovraindebitamento sono il consumatore, l’imprenditore agricolo, la startup innovativa, l’ex imprenditore, lo studio professionale e tutte le imprese non fallibili. Per quanto riguarda la tempistica, occorrono 300 giorni in media dalla domanda di gestione fino alla conclusione della pratica.

È il debitore a presentare una proposta per il rientro del debito o per la liquidazione del patrimonio. Il gestore della crisi nominato dall’OCC (C (Organismo per la gestione delle crisi da sovraindebitamento e per la liquidazione del patrimonio, facente riferimento alla Camera arbitrale), invece, è chiamato ad analizzare la situazione debitoria e la attesta in una relazione. Il Tribunale, infine, può omologare la proposta oppure rigettare l’istanza presentata.

Gli strumenti più utilizzati

Le procedure maggiormente utilizzate nel 2021, continuando a fare riferimento al caso della Lombardia, sono state, nell’ordine, le seguenti:

  • Liquidazione del patrimonio (quando il giudice nomina un liquidatore per destinare ai creditori le disponibilità e i beni del debitore, al netto di quelli essenziali per vivere);
  • Piano del consumatore (la proposta del debitore non professionista non ha bisogno dell’assenso dei creditori per essere omologata dal giudice);
  • Accordo di ristrutturazione (per piccoli imprenditori o ex imprenditori, la cui proposta di accordo deve essere accettata dalla maggioranza dei creditori);
  • Esdebitazione del debitore incapiente (riservata alle persone senza nulla da offrire ai creditori, la cui procedura resta aperta per 4 anni durante i quali la sfera economica del soggetto esdebitato viene monitorata, con obbligo di pagamento del debito se sopravvengono utilità rilevanti che consentano di soddisfare almeno i creditori almeno per il 10% degli insoluti).

 

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